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lunedì 26 maggio 2008

Il senso della vita - Bonolis in prime time su Italia1. E Sanremo?

Paolo Bonolis Questa sera va in onda una puntata speciale de Il senso della vita, eccezionalmente su Italia1. Molti gli ospiti: Michelle Hunziker, Marco Materazzi, Beppe Fiorello, i Negramaro, Le Vibrazioni e Andrea Rivera che, per l’occasione, canteranno nella sigla una strofa a testa de La leggerezza di Giorgio Gaber.

Paolo Bonolis, che ha fortemente voluto questo talk show per la seconda serata di Canale5, ammette di aver combattuto per riuscire a portare avanti questo suo progetto:

All’inizio mi è sembrato che non tutti credessero fino in fondo alla formula del Senso. Mi sentivo un po’ guardato come un alieno. Dal canto mio sono sempre stato convinto che avrebbe funzionato perchè se fai qualcosa in cui credi, che ti appartiene si percepisce l’empatia. Al Senso non ascolti il vip che parla, ma l’uomo che parla. E gli ascolti ci hanno premiato: abbiamo fatto la media piu’ alta per la seconda serata televisiva e abbiamo avuto ospiti personaggi davvero eccezionali.


Con i riflettori puntati addosso per questa inusitata collocazione - ma non solo, non solo -, è naturale che si leggano in giro domande e dichiarazioni a proposito dell’ipotetica, voluta, prevista, negata, nascosta, quasi certa conduzione di Sanremo 2009 affidata a Bonolis. Da La Stampa:

Non lo sto preparando ancora, sto ragionando se poterlo preparare o meno. Dico solo che ci si deve decidere nel giro di 2 o 3 settimane, sennò sarà troppo tardi. In caso affermativo, debbo vedere se mi vengono delle idee. Sto ragionando per non andare lì a dire buh
Vorrei declinarlo in un altro modo, se no, tanto vale rimandare in onda quello del 2005.


E’ un Bonolis che, se accetterà la conduzione del Festival, dovrà farlo per risollevare la kermesse televisiva e non si metterà certo a pensare a quella discografica, e che evidentemente ragiona sulla possibilità di intervenire sul Festival, come già fece nel 2005, cambiando la formula della gara:

La gara deve diventare spettacolo. La mia esperienza musicale è praticamente nulla, non so suonare, canto che faccio schifo, ascolto come chiunque. Mi circonderei di persone che mi aiutano. Non è che per confezionare qualcosa la devi conoscere bene, importante è collezionare entusiasmo e fiducia


Posizione condivisibile, sebbene ci si auguri da più parti - inclusa la parte del sottoscritto - che il ritorno all’Ariston dopo il bel Sanremo del 2005 coincida anche con un sano e importante omaggio alla musica vera. Saranno anche solo canzonette, ma sarebbe meglio se fossero canzonette belle.

Tvblog

domenica 18 maggio 2008

Il bambino della domenica, su Raiuno il muscoloso Beppe Fiorello e la storia di Marcello che sogna di diventare un pugile di successo

fiorello%20bimbo%20della%20domenica.JPG"Inizio questa grandisima avventura, anche per il piacere di dare al mio mestiere la possibilità di mettere alla prova il mio corpo, che per la prima volta - nella mia carriera - si trasforma totalmente, muscolo dopo muscolo. Ho vissuto con grande passione l'idea della trasformazione per regalare al pubblico qualcosa di diverso. La fatica è stata immensa per arrivare a questo risultato. Quasi un anno e mezzo di lavoro con l'obiettivo di diventare un pugile credibile. I primi sei mesi di training sono stati condotti dal personal trainer Ennio Cibello, che mi ha portato ad avere una condizione fisica in grado da poter sopportare quello che poi è stato l'allenamento successivo. Sono partito per gli Stati Uniti e a Los Angeles ho avuto l'immenso onore di frequentare per due mesi - 4 ore di allenamento quotidiano - la Wild Card Boxe di Freddy Roches - storico allenatore di Mike Tyson, Oscar de la Hoya. Lì ho appreso soprattutto la filosofia di questo sport e l'etica di combattimento, e ho capito quanto il pugilato può essere una bella metafora della vita: rispettare sempre l'avversario e mai screditarlo. Rientrato in Italia ho seguito altri allenamenti specifici con Renato Mura - già preparatore atletico delle fiamme oro - e con lui, invece, ho imparato la tecnica. Ma il film non è solo questo, è anche una grande storia d'amore, una grande storia d'amicizia, e un tenero e commuovente incontro con il piccolo Carmine, il bambino della domenica. L'idea nasce una sera, in macchina, sul Lungotevere a Roma, con l'amico e sceneggiatore Alessandro Pondi. Io gli confidavo il mio sogno di calcare il ring, e lui mi raccontava la voglia di parlare di quei bambini che vivono in orfanotrofio in attesa di un affido temporaneo. Ci è sembrato da subito molto affascinante intrecciare questi due mondi apparentemente lontani, ma umanamente molto vicini. E così, assieme a Paolo Logli e Andrea Purgatori, abbiamo dato il via alla sceneggiatura": Beppe Fiorello racconta così com'è nato Il bambino della domenica, fiction di Raiuno in onda domenica e lunedì sera.

Riccardo Nicolosi, alla sua prima apparizione in tv a soli sette anni, interpreta il piccolo Carmine. Completano il cast Anita Caprioli, David Coco, Maurizio Marchetti, Vittoria Piancastelli e Francesco Foti. La miniserie, prodotta da RaiFiction e Casanova Entertainment, è stata girata tra Catania e Casablanca (dove avviene il combattimento finale con Mouhamed Alì) da ottobre a dicembre 2007 per un totale di 47 giorni di lavorazione. Sono state utilizzate 41 location tra Italia e Marocco e 3475 figurazioni.
La regia è di Maurizio Zaccaro che si è ispirato al cinema neorealista "per la centralità del bambino che diventa il motore della storia e anche per il modo di filmare con la macchina da presa in spalla a distanza ravvicinata con gli attori", ha detto in conferenza stampa, ringraziando Fiorello "che, grazie ad una lunga ed encomiabile preparazione atletica (sacrificio quanto mai raro nel panorama del nostro cinema e soprattutto della televisione) ha saputo rendere Marcello La Spada, boxeur ai limiti della legalità ma dal grande cuore, una figura di sicuro impatto visivo ed emotivo".

L'attore siciliano e RaiFiction, un connubio che ha portato molti successi - L'uomo sbagliato, Il grande Torino e Giuseppe Moscati - ma che sembra essere giunto al capolinea. Dopo la piccola parte ottenuta nel film Baarìa di Giuseppe Tornatore, di cui l'attore non ha voluto anticipare nulla, ora lo sguardo è rivolto al grande schermo. "Sono onorato di lavorare con Tornatore - ha commentato - Il mio sogno è recitare per il cinema che porta ai grandi festival e soprattutto all'estero".

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