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domenica 11 maggio 2008

Radio Italia e la Tornocontrocrazia: direttamente dal myspace di Baccini e Povia


Oggi, navigano su myspace sono andato a visitare lo space di Baccini... da poco, come saprete, è uscito il loro album insieme chiamato "Uniti" che contineue il brano escluso da Sanremo 2008: "Uniti"... e nei vari blog che ci sono sul myspace di Francesco Baccini, trovo un blog che mi lascia a bocca aperta... e sicuramente lascerà a bocca aperta anche voi... ecco il blog!!!

Questa non ve la potete perdere:
Io me lo aspettavo che network come radio dj,105,rds,102.5,capital,101,radio2,radio1,kisskiss etc.. che trasmettono l'85% di musica straniera e solo il 15% di musica italiana prima o poi avrebbero smesso di passare Povia, non per le canzoni brutte o belle ma per questioni di spazio..non essendo più una novità ed essendo stato sfruttato un po' da tutti i mezzi mediatici quindi anche le televisioni, me lo aspettavo che smettessero di considerarmi come artista,(Anche perchè io non sono mai stato e non sono un ruffianello che partecipa alle cene dei vip e che frequenta l'ambiente chic..RomanoMilanese elemosinando attenzioni e considerazioni, per capirci-
LA PUGNALATA PIU' GROSSA l'ho presa da RADIOITALIA, vi rendete conto? la radio per eccellenza di musica italiana.. e ora vi spiego il perchè:
Mi è stato chiesto un paio di settimane fa dal direttore artistico di andare a sharmshake(se così si scrive) 3 giorni a fare l'animatore nei villaggi turistici, vi rendete conto? l'animatore? Ho pensato..."Ho le bimbe piccole..già mi sento un po' in colpa perchè sono sempre fuori casa..ho pensato che 3 giorni a sharm non erano niente male ma poi mi sono sentito libero di dire di no..Insomma l'animatore non è il mio mestiere e poi se avevo 3 giorni liberi preferivo usarli per stare con le bimbe!
E QUI ARRIVA L'INCREDIBILE: Radio italia Mi minaccia dicendo che se non vado a sharm non mi trasmette più nessun brano...Io naturalmente non ci vado perchè questi compromessi sono abbastanza stupidi per me...Se un compromesso fosse intelligente ci scenderei volentieri ma questa era proprio una minaccia vera e propria!
CONCLUSIONE.. Se anche radioitalia fa TORNACONTOCRAZIA è finita la musica italiana! Scusate la delusione ma mi viene anche da ridere perchè la ruota gira!!!
Giuseppe

Appoggio in pieno Povia e Baccini... E' FINITA LA MUSICA ITALIANA!!!

domenica 27 aprile 2008

Povia e Baccini: "Siamo come il diavolo e l'acuqa santa"

Baccini e Povia: "Siamo come il diavolo e l'acqua santa". Il brano che hanno scritto insieme, “Uniti”, è balzato direttamente al quinto posto nella classifica dei singoli più venduti in Italia. Nei primi giorni di maggio uscirà anche l’album omonimo, “Uniti duemilacinqueduemilaotto”, in un’edizione speciale - Cd più Dvd - distribuita da “Deltadischi”. Una mini raccolta di canzoni, video e immagini inedite, per ripercorrere il cammino che i due artisti hanno fatto in questi anni di sodalizio discografico con la “Target Music”, storica etichetta di Angelo Carrara.
Loro sono Francesco Baccini e Giuseppe Povia, o, come si autodefiniscono, il diavolo e l’acqua santa.

Come è iniziata questa collaborazione musicale?Concerto%20007_baccini%20povia-thumb.JPG
Baccini: «Come nasce un’amicizia. Ci siamo conosciuti due anni fa e abbiamo iniziato a frequentarci e suonare insieme».
Povia: «Lui è venuto anche a trovarmi al Festival di Sanremo (hanno duettato insieme nel 2006, eseguendo la canzone di Povia poi risultata vincitrice, “Vorrei avere il becco”, ndr). Abbiamo qualche anno di differenza, ma entrambi pensiamo che la musica possa cambiare le cose. “Uniti” è una sorta di dialogo tra due amici: uno crede che sia possibile risolvere i problemi attraverso la fede, l’altro attraverso le forze dell’uomo. Da qui il video in cui io sono vestito da don Camillo e Baccini da Peppone. La canzone non è mai stata trasmessa dalle radio una sola volta, come molte altre prodotte da etichette indipendenti, eppure siamo in vetta alle classifiche dei singoli. Siamo scomodi, lui da vent’anni e io da tre».

Il singolo “Uniti” denuncia la “tornacontocrazia”, ovvero il potere delle major e i giochi delle lobby.
Baccini:
«Guarda caso, è stato bocciato dalla commissione del Festival di Sanremo 2008. Così, negli stessi giorni del Festival, sempre a Sanremo, abbiamo dato vita a una manifestazione alternativa, l’Independent music day. L’iniziativa ha riempito la piazza e on line (sul sito www.independentmusicday.com, ndr) ha raccolto tantissimi consensi. Vogliamo chiedere maggiore spazio per la musica italiana, anche attraverso un’apposita proposta di legge».
Povia: «Siamo italiani, eppure per quanto riguarda la musica siamo il popolo meno italiano al mondo. Il 21 giugno porteremo la manifestazione a Roma, mentre a settembre andremo a Napoli».

Qual è il vostro rapporto con il Web?
Baccini:
«Il Web non ha filtri. Grazie al tam tam che c’è su Internet siamo riusciti a pubblicizzare l’Independent music day del 27 febbraio, portando cinquanta gruppi emergenti in piazza a Sanremo e facendo accorrere tantissimi spettatori. La stampa tradizionale ci ha completamente ignorati».
Povia: «Il Web permette a tutti di fare musica e di diffondere facilmente le canzoni. Della musica è però importante salvaguardare la qualità».

Vivere a Milano ha influenzato la vostra musicalità?
Baccini:
«Io sono nato a Genova, ma vivo in Lombardia da 18 anni. Mi piace definirmi un emigrante di 100 chilometri. Il cielo sopra Milano a volte è così grigio. Da qui la canzone “Il cielo di Milano”, contenuta nell’album in uscita. Il capoluogo meneghino è molto vivo dal punto di vista musicale, mi capita spesso di andare ascoltare gruppi nei locali».
Povia: «Io sono nato a Milano. Al di là della musica, tengo molto a questa città e vorrei che fosse realizzato al più presto un Palazzetto dello sport..dove sentire un giorno urlare "Povia, Povia"».

tvboomerang.blogosfere

ECCOLA... questa è "Uniti" la canzone bocciata (e di cui se è tanto tanto parlato) all'ultimo Festival di Sanremo.. loro sono Povia e Baccini. Il loro album "Uniti" uscirà a Maggio!!!

lunedì 21 gennaio 2008

Povia boicottato!!!???

"Non importa quanti errori ho fatto finora. L'importante è che ho deciso di cambiare. Non so se c'è davvero una ragione per quello che mi è capitato. La famiglia l'avevo. La vita va così: come con una sigaretta. Uno l'accende e gli fa schifo, l'altro la trova irresistibile. Fuma e si fa male. L'importante però è come si arriva al traguardo e se ci si arriva solo per proprio tornaconto".

Povia si ferma a riflettere. Ha coniato con Francesco Baccini questo neologismo, "tornacontocrazia" per indicare un sistema dove ognuno agisce solo in base al suo tornoconto personale, e ne va parecchio fiero. Giura che se fosse stato ammesso a Sanremo, dove vinse nel 2006 con "Vorrei avere il becco" e dove quest'anno voleva presentarein coppia con l'amico la canzone "Uniti", avrebbe parlato di questo. Avrebbe polemizzato su un paese di egoisti, sulle major del disco, sulla necessità di nuove leggi per la musica leggera. A costo di far infuriare Baudo. "Ma siamo stati fatti fuori, ho detto che Sanremo è un Festival di sinistra e apriti cielo! E adesso sembriamo due sfigati che si incazzano. Però le cose le diremo lo stesso".

L'appuntamento con gli esclusi è il 27 febbraio, a Sanremo, con "Independent Music Day", un happening contro lo strapotere delle multinazionali del disco. "Non un Controfestival - giura Povia. - Piuttosto una manifestazione che vuole aiutare tutti. Anche Baudo ce ne sarà grato, se è intelligente".
L'obiettivo è proporre un disegno di legge sulla musica leggera. Indicarla come strumento di formazione culturale "perchè solo noi cantanti e le puttane non abbiamo un sindacato". Chiedere che il 40% della musica suonata in radio sia "musica popolare italiana", riportare l'Iva sui cd al 4%, e dimezzare le tasse dei locali che fanno musica live.

Resta il fatto che Baudo ha stroncato il vostro brano, dicendo che a Sanremo non ci vanno canzoni di destra o sinistra: solo belle canzoni. Quindi la vostra è brutta?
"Il pezzo è fortissimo. A Sanremo ci sono venti canzoni. Dubito che tutte e venti siano migliori di questa. Sono dell'idea che alcuni cantanti siano stati favoriti e altri lasciati fuori. Non accetto di essere giudicato da una giuria fatta di giornalisti sportivi. Nella giuria ci devono essere dei cantuatori".

Parli di Italia paese della tornacontocrazia, Ma Povia non cerca mai il proprio tornaconto?
"Il tornaconto serve anche a me, ma conta di più come ci si arriva. Io pago ancora 1000 euro al mese per una casa in affitto a Firenze. Non ho grande ambizione e non sono mai stato un santo".

Già, mai un santo. Povia la rivoluzione, prima di chiederla al Paese, l'ha dovuta attuare dentro di sè. "Ho avuto un passato difficile: problemi con la droga, dai 16 ai 22 anni una brutta depressione con attacchi di panico. Per sei mesi sono stato anche in comunità". Oggi ha 35 anni, una moglie, Teresa a cui sta insieme da quasi 15 anni. Due bambine, Emma e Amelia. Il 15 febbraio festeggia un anno. Un anno da quando ha buttato l'ultima sigaretta, dicendo addio al fumo. Alle altre dipendenze, come la cocaina, ha detto addio parecchi anni fa, senza farsi troppe domande. "E' arrivato un momento in cui ho smesso di capire. Ho deciso che dovevo fare".
Ragiona da tradizionalista (ma non da puritano!), si dà da fare per le cause sociali: visita ospedali oncologici, è appena tornato da Strasburgo dove ha tenuto un concerto a favore dei diritti dei minori, ha realizzato uno spot contro le stragi del sabato sera. Piaccia o non piaccia, è uno che la faccia la mette davvero. E anche la fatica.

Hai detto che Sanremo 2008 è di sinistra. Politicamente se uno della destra?
No, non sono di destra. Sono andato al family day, ma io e mia moglie ci siamo sposati dopo 11 anni insieme e per di più in comune. Sono andato lì per elencare le leggi che secondo me dovrebbero essere fatte urgentemente: quelle che tutelano i diritti dei minori, che sono i grandi di domani, le adozioni (eterosessuali), la ricerca scientifica, la costruzione di asili nido, gli ospedali infantili.

Perché sei così legato al mondo dell'infanzia?
"Perché il mondo dei bambini mi ha aiutato a superare i momenti difficili, un passato da adolescente contornato da una compagnia di sbandati. La meraviglia che hanno negli occhi, la loro fantasia che i grandi hanno sostituito col potere. Sono doni che vanno preservati"

Allora è vero che sei un cantante da Zecchino d'Oro?
Dopo 'I Bambini fanno oh' e la vittoria a Sanremo con "il piccione", hanno scritto che faccio canzoni da Zecchino d'Oro. Ho pensato che era vero; il leit motiv della canzone era l'amore tra due persone capace di durare tutta una vita, ma forse il tubare dei piccioni me lo potevo risparmiare..."

Il 4 ottobre 2007, a due anni e mezzo di distanza dal suo ultimo lavoro discografico, Povia ha pubblicato "La storia continua… La Tavola Rotonda"‘ (su etichetta Target e distribuito da Deltadischi), il suo nuovo album. Il primo singolo estratto è "È meglio vivere una spiritualità". C'è un Povia cresciuto, rispetto a quello degli altri album, che parla di amicizia, di responsabilità degli uomini nei confronti di un mondo che non va ''consumato'' ma salvato e che non fa il verso di nessun tipo di animale. "Canto valori semplici, - spiega - ma fondamentali. Se le radio le passassero forse piacerebbero al pubblico.

Boicottato anche dalle radio?
Non lo so, ditelo voi: il disco è uscito a ottobre. Qualcuno l'ha sentito?

giovedì 10 gennaio 2008

Le critiche di Povia e Baccini...

Baccini e Povia creano... l'indipendent music day

Gli esclusi dal festival di Sanremo si stanno preparando a lanciare, nei giorni della kermesse, un "Independent Music Day", un sorta di happening contro lo strapotere delle multinazionali del disco. A farsi alfieri di questa protesta sono Francesco Baccini e Povia che si sono visti bocciare la loro canzone (intitolata "Uniti") dalla giuria del festival. "Sanremo - osserva Baccini - e' ormai il festival delle major e in particolare della Sony-Bmg. Almeno fosse chiaro, lo si dicesse: se non non sei Sony, non ti presentare". E continu
a: "L'idea dell'happening ci e' venuta ieri a me e a Povia: penso che si potrebbe fare a Sanremo, proprio nei giorni del festival. E credo che la giornata migliore sia il mercoledi' (il 27 febbraio) quando il festival si prende una pausa per l'amichevole della nazionale di calcio italiana". Il cantautore genovese, che pubblica i suoi dischi con un'etichetta indipendente, la Target, assicura di aver ricevuto gia' numerose adesioni all'iniziativa. "Abbiamo pubblicato su myspace l'appello contro la 'Tornacontocrazia' (un neologismo presente nella canzone bocciata al festival) e gia' molti artisti e gruppi hanno garantito la loro adesione.
Mi aspetto che tanti altri vogliano essere con noi, non importa se musicisti indipendenti o sotto contratto con le multinazionali. L'importante e' che abbiano a cuore i destini della musica italiana". Baccini non lesina apprezzamenti per il brano escluso da Sanremo. "E' davvero una bella canzone con un testo profondo e poetico. E' una bomba. Certo, il testo puo' dare fastidio a destra, al centro e a sinistra. Esagero? - si chiede il cantautore che ha alle spalle canzoni di successo e collaborazioni prestigiose come quelle con De Andre' e Branduardi. E racconta: "La cosa curiosa e' che Baudo ha invitato me e Povia a Roma per ascoltare il nostro pezzo. Dopo, ci ha detto: 'Dovete assolutamente iscriverlo al festival'. Cosa poi sia successo posso solo immaginarlo".



Un Festival di Sinistra?

Anche quest'anno, non poteva mancare la polemica. Stavolta il quesito e': 'sara' un Sanremo di centrosinistra?'. Ad aprire il dibattito, peraltro ampiamente smorzato oggi da un quotidiano del centrodestra, Il Giornale, e' stato Povia, candidatosi in coppia con Francesco Baccini, ed escluso dai 20 Big. Ma molti di loro non ci stanno, da Frankie Hi Nrg, esponente dell'hip hop italiano, che presentera' una canzone intitolata 'Rivoluzione'; a Mietta, che con la politica ha un rapporto esclusivamente ''privato''. Per Povia, vincitore dell'edizione 2006, ''l'aria che tirava era chiara sin dall'anno scorso. Con un governo di centrosinistra c'e' un festival di sinistra, con i vari Zampaglione, Frankie Hi Nrg e Cammariere''. Il Secolo d'Italia titola 'Sanremo a misura di Prodi'' e riporta anche una affermazione di Baccini, secondo il quale ''la nostra esclusione e' l'ennesima prova che, per andare avanti, in Italia bisogna appartenere a una lobby di potere''. Di tutt'altro parere Il Giornale, che peraltro ricorda che Cammariere arrivo' terzo nel 2003, quando al governo c'era il Polo, e che l'anno precedente Gino Paoli, ''non proprio un elettore di An'' ebbe lo stesso piazzamento. ''Immagino che Povia voleva far sapere al mondo che e' di destra'', commenta Frankie Hi Nrg all'ANSA, per poi ironizzare: ''Non e' che abbia tutti i torti: quel bolscevico di Cutugno, quel cosacco di Minghi e quella suffragetta di Mietta... andiamo, che vergogna!''. Poi torna serio per dire:''Ma cosa c'entra la politica? Io sono amico delle idee. Poi, se scopro che vengono da una o dall'altra parte, posso eventualmente stupirmi. Altrimenti chi se ne importa. Mi sembra un po' triste che un artista che, peraltro, ha potuto ottenere un successo enorme con una canzone fuori concorso, e poi ha vinto un'edizione, dica queste cose. Spero - aggiunge Frankie, che debutta come Big, ma era stato ospite di Paola Cortellesi a Sanremo 2004 - che la musica venga ascoltata per quello che e', non perche' e' di sinistra o di destra''. Al festival presentera' un brano che ''parla dell'effettiva possibilita' di poter fare una rivoluzione. Forse si puo' fare, ma non so quanto grande e' scritto quel 'forse'. Comunque la rivoluzione viene invocata da piu' parti, anche dalla destra'', conclude. Chi proprio non vuole entrare nella polemica e' Mietta: ''Non mi sono mai dichiarata, ne' da una parte, ne dall'altra - spiega - Ho le mie idee, ma di certo non le vado a spiattellare in giro. L'anno scorso ho presentato un pezzo, ma non sono stata presa. Puo' capitare di presentare cose non giuste per la commissione, non ne farei uno scandalo. Alla fine - aggiunge - se le cose sono interessanti, lo sono indipendentemente da Sanremo''. Mietta sottolinea: ''Sono molto contenta di andare a Sanremo. Ma io vado a cantare, non voglio essere identificata come qualcuno che fa politica. Parlo come libera cittadina, indipendentemente dal luogo da cui provengo o dall'indirizzo politico che ho nel mio cuore''.